«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
A destra di Frattini
Bruno Gravagnuolo commenta la posizione politica del Riformista, "a ridosso di Frattini e Berlusconi. E all’estrema destra di D’Alema". Ricordo che dopo la fusione con la testata Le Ragioni del Socialismo di Emanuele Macaluso, il quotidiano di Polito e Velardi (che vende in tutta Italia le copie che l'Unità vende nel mio quartiere) usufruisce anche del finanziamento pubblico per l’editoria. In altre parole: lo stipendio a Polito lo paghiamo tutti.


SPAGNA E FRANCIA: SOCIALISMO VINCE, QUANDO C’È

Bruno Gravagnuolo

A destra di Frattini. Ineffabili, questi del Riformista. Ora si schierano pure contro Prodi. Sicché, da un lato criticano il commissario europeo, credendo di prenderlo in castagna per i «due pesi e due misure» su Kosovo e Iraq. Dall’altro cantano vittoria. Perché ravvisano elementi di «guerra preventiva» nell’affermazione prodiana sulla possibilità di intervenire regionalmente, per evitare massacri e genocidi. Infine, la ciliegina «frattiniana», attribuita a Prodi: «Non propone il ritiro, ma una nuova risoluzione Onu. Che prima di giugno potrebbe esserci...». Ma è tutto campato in aria e stiracchiato. Una glossa di comodo a Prodi. Glossa che maschera imbarazzo e svela l’animus bushista del Riformista. Intanto Prodi sul Corriere ha ben marcato le condizioni di una presenza militare in Iraq: «Intervento umanitario, approvato e poi messo in atto sotto l’autorità dell’Onu». Dunque, per Prodi, occorre por fine a questa occupazione, per sostituirvi qualcos’altro: presenza multilaterale sotto controllo operativo Onu in loco. E con i paesi islamici al centro. Con scadenze precise. Sennò, c’è il ritiro. Quanto alla guerra preventiva regionale «umanitaria», deve essere legittimata in accordo con l’art. 11 della Costituzione: Decisa «in condizioni di parità», e quantomeno in organismi internazionali. Infine, checché ne scriva il Riformista, la guerra ultima è stata ingiusta e illegittima, basata su una menzogna e, come dice Amato, sull’assassinio della verità. Con un computo costi-benefici tragico e fallimentare, elemento anch’esso risolutivo nel sancire la liceità dell’intervento. Ma questi, alle orecchie «riformiste», sono argomenti frivoli. Loro prediligono ben altri argomenti.
Quelli di Peter Mandelsson, teorico dell’internazionalismo guerresco. Di quel Mandelsson bellicista, con cui il Riformista aprì trionfalmente una delle sue pagine inaugurali, l’anno scorso. E al quale una volta D’Alema disse a brutto muso: «L’occidente non può mettere il casco coloniale per risolvere i problemi del mondo». Già, Riformista a ridosso di Frattini e Berlusconi. E all’estrema destra di D’Alema! La lezione franco-spagnola. Dunque, il socialismo europeo non è morto, come dicono certe prefiche «post-partitiche» e «post-sinistra». E vince! Come? Contrapponendosi toto corde in Spagna alla destra. Proprio nel momento più delicato («Aznar bugiardo!»). E con una linea egemonica e netta sulla pace: «Onu operativa in campo, oppure via». E in Francia? Vince il Psf contro l’anti-welfare. E coalizzando a sé l’estrema sinistra, senza litigi a sinistra e senza «soggetti unici». Meditate Ds, meditate...
01.04.04 11:37 - sezione politiche
il 01 Aprile 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alessio ha scritto:

Purtroppo Polito è costoso: ha un team di ingegneri che tutte le mattine vanno a casa per perfezionargli i baffetti con il laser.

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