«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Sono d'accordo con Franceschini. E' grave?
«Non ne posso più di tutte queste discussioni sugli assetti, i cerchi, gli equilibri. Cerchiamo di fare ordine e semplificare: serve una coalizione larga che però deve avere un programma comune, cosa non facile. Dobbiamo lavorare due anni sul programma e costruire qualcosa che regga alla sfida del governo. In questo lavoro devono essere coinvolti da subito tutti, senza distinzioni fra chi appartiene a un cerchio o all’altro. Tutti sullo stesso piano. All’interno di questa coalizione avere un’area più omogenea, quella che ha dato vita alla lista Uniti nell’Ulivo, è utile». Incredibilmente condivisibili molti contenuti dell'intervista a Dario Franceschini pubblicata oggi su l'Unità.
20.06.04 00:09 - sezione politiche
il 20 Giugno 2004 (quando OMB accettava i commenti)
Antonio ha scritto:

Secondo me no. L'ho vista anch'io l'intervista e ho notato l'apparente incongruenza: ma non erano loro che con Uniti nell'Ulivo volevano replicare in grande il modello margherita? Ora leggo che escono scontenti dall'esperimento e per le regionali vogliono correre da soli. I ds tra le varie dichiarazioni contradditorio ci hanno tenuto pure loro a marcare il risultato di partito nel proporzionale e sono tiepidi verso la lettera di Prodi.
Insomma chi diamine la voluta la lista unitaria? Non è che non sapevano bene che pesci prendere (leggi anche si cagavano sotto) e alla fine si sono adeguati alla linea del presidente della Commissione?
Come che sia le identità specifiche ci hanno perso. Per la corsa al centro bastavano e avanzano le margherite che ci stanno lì apposta. L'ammucchiata forzata senza una guida precisa (Prodi che non c'è) e un programma riconoscibile non ha sfondato.

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