l'idea è buona, ma perché dargli il nome di una tecnica di pedalata così particolare e genuinamente underground, che in tanti condividono e che ognuno si vive a modo suo. Mi pare un po' una forzatura, provate a spiegarmi però, può essere che mi sbagli.
ringrazio alberto per l'assurdo onore, anche perchè essere in compagnia di calderoli é lievemente eccitante: infatti mi prudono le mani. appena lo incontro nei corridoi virtuali della redazione di onemoreblog gli faccio fare la parte del maratoneta.