«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Romano Prodi alla Festa de l'Unità
Immerso in una folla che ha sovrastato abbondantemente quella di Fassino, ho seguito con attenzione l'incontro con Romano Prodi, cercando di cogliere i commenti delle persone che mi stavano intorno. L'impressione è che il "popolo diesse" abbia capityo che la posizione del Professore è difficile, stretto com'è in una morsa di vipere e quaquaraquà che gli tocca tenere assieme per cercare di salvare l'Italia dal tracollo. E tra una battuta sul suo tono di voce («E' un prete no? E i preti parlano piano per non farsi sentire») e un'altra sulle ambiguità delle sue risposte («Non ti lamentare, che per essere un democristiano è fin troppo schietto») ne è uscito un giudizio sostanzialmente positivo e ottimista, sancito da un applausone finale. Anche se l'incontro non è stato granché, se i tre giornalisti (Berlinguer, Lerner e Santoro) erano spalmati quanto basta. Anche - soprattutto - se alle poche domande un po' insidiose Prodi, pur con classe e abilità, non ha dato risposta.

L'avvio è stato promettente, con una secca scoppolona al "Foglio-Riformista", che in un recente editoriale ha auspicato l'accoglienza da parte dell'Unione a ipotetici transfughi folliniani. Con una frase secca («L'UDC condivide la responsabilità sulle leggi indecenti del governo Berlusconi») il leader dell'Unione ha escluso la possibilità di dare spazio a ulteriori voltagabbana, aggiungendo che è ora di finirla con le «polemiche sugli schieramenti», che le vicende di casa Berlusconi non gli interessano, che il suo impegno è «lavorare a un programma serio e condiviso, per il quale le primarie rappresentano un importante opportunità di discussione». Questione beghe interne archiviata tra gli applausi, è arrivata da Santoro la prima domanda rimasta senza una risposta netta.
«In Italia - ha affermato Santoro - lo stato sociale da tempo non è più protettivo nei confronti dei ceti popolari. Cosa intende fare l'Unione? Intende occuparsi delle classi più deboli o sarà l'Unione dei "ceti medi"?» Dopo un po' di temporehggiamento sugli USA («negli Stati Uniti aumentano gli esclusi dallo stato sociale perché la società è chiusa, chi non vota non interessa»), Prodi ha parlato di Europa, dove - a suo giudizio - «il problema ancora non esiste, ma è un rischio reale con l'aumento di precariato e clandestinità». Poi ha chiuso l'argomento con una frase troppo campata in aria per essere apprezzabile: «Dobbiamo impegnarci perché questo non avvenga difendendo lo stato sociale». Un po' poco per l'audience, che ha dato segni - pur affettuosamente ironici - di insoddisfazione.
Dopo una decina di minuti dedicati alla tragedia della Louisiana (che, con tutto il rispetto per quella povera gente, erano fuori tema e hanno sottratto tempo prezioso ai problemi di casa nostra) un'altra domanda di Michele Santoro ha provocato il primo vero incidente di percorso. Alla richiesta se - in caso di vittoria - Prodi «si comporterà come Zapatero e lascerà l'Iraq», il Professore ha prima stigmatizzato il paragone con Zapatero («il nostro patrimonio di civiltà non ha nulla da invidiare agli altri Paesi e sostenendo che dobbiamo abituarci a "fare come noi"») e poi ha dichiarato «Se vinciamo iniziamo subito un calendario di uscita dall'Iraq, con serio impegno di presenza per la rinascita civile del Paese». Nella mezz'ala destra in cui mi trovavo la risposta ha sollecitato un brusio di scontento e qualche abbandono incazzato dell'area, perché - siamo sinceri - questa faccenda del "calendario", un concetto fumoso e mai definito, l'ha già tirata fuori Berlusconi tempo fa e vediamo tutti a che punto siamo. Qualunque risposta sarebbe stata migliore di questa (a proposito, la frase «Subito il ritiro delle truppe dall'Iraq, subito un programma di ricostruzione gestito dalla Comunità internazionale» riportata da Repubblica, Prodi non l'ha detta).
Ma è stato il capitolo "informazione" a metter il Professore davvero alle corde. Alla domanda di Santoro sul vizio spartitorio della politica («c'è sempre la tentazione di mettere gli amici, i compagni di partito, i portaborse nei posti disponibili»), cui ha fatto seguito un commento pungente di Lerner («è stato appena fatto con il CdA della Rai»), non c'è stata altra risposta che «saremo molto misurati su queste cose», del tutto inadeguata (e pure un po' stridente con la ripresa dell'evento, effettuata da una TV-giocattolo semi sconosciuta, messa in piedi da amici e portaborse di D'Alema grazie ai finanziamenti della legge Gasparri di cui poco dopo Prodi ha detto peste e corna, con la regia dell'ex regista dello staff di Santoro).
Qualche domanda su Berlusconi & C. fatto risalire il consenso, ma la "festa" è durata poco, perché di nuovo Michele Santoro ha aperto un argomento spinoso: «la recente vicenda Rai, in cui il Parlameno, in teoria incaricato di mettere assieme un CdA credibile, non ha saputo far altro che invadere cinque sedie su nove con parlamentari. E' evidente che in una situazione come questa la mediazione politica prende il sopravvento sul valore dei contenuti. Visto che le mani sulla cultura le metteva il fascismo, possiamo sperare in un impegno preciso a "darci un taglio"? A togliere le mani della politica dalla cultura?». A nostro giudizio questo è stato il momento più basso dell'incontro, perché invece di rispondere alla domanda, il Professore ha scantonato, dicendo qualche ovvietà sulla concentrazione, sul monopolio di Berlusconi, di fatto evitando di impegnarsi a liberare la cultura dai portaborse. Peccato.

Ovviamente ci sono stati anche momenti alti, con affermazioni perentorie e decise che fanno ben sperare sulla volontà di Romano Prodi di dar vita a un governo migliore dei tanti che si sono susseguiti da decenni a questa parte. Ricordiamone qualcuna:

A proposito di accordi con il centro destra su problemi specifici: «non si fanno riforme condivise».
Alla domanda di Lerner «non è che la vera questione morale è la paura che si ritorni alle spartizioni?» ha risposto «dobbiamo evitare di diventare rappresentanti di interessi specifici, di combattere le battaglie politiche su questi interessi». E, ancora su questo argomento, «il moderno radicalismo è un ottimo esempio di moralità, la politica deve tenerne conto. Il paese è disposto a contribuire, a fare sacrifici. ma noi dobbiamo dare il buon esempio».

Insomma, per essere pragmatici: Romano Prodi si conferma come l'unica possibilità che ha l'Italia di sbarazzarsi di Berlusconi e dell'indecente accozzaglia di personaggi di malaffare che ha invaso il Parlamento. Nessun altro ha cultura, capacità di mediazione, intelligenza, tenacia, disinteresse per farcela. Romano ha una marcia in più, tra l'altro evidenziata dalla mediocrità dei personaggi che lo circondano e costituiscono la sua principale debolezza. Litigiosità, interessi particolari, ambizione, incultura sono un terreno minato, che impone al leader il mantenimento di un profilo più moderato di quanto vorrebbe e di quanto gran parte dei suoi elettori si aspetta.
Chiaramente questa mediazione esasperata è dura da digerire per i tanti ancora legati a sogni e utopie, ma è giusto dare al Professore - e all'Italia - un'ultima chance. Occorre farlo da subito, da queste buffe primarie che Prodi per primo ha voluto, per sancire la volontà degli elettori di farla finita con le faide e le discussioni di lana caprina. Chiunque abbia la convincione che Berlusconi sta portando alla rovina l'Italia, non può che sostenere la leadership di Prodi, pur nella consapevolezza che il suo "esercito" è un'accozzaglia di mercenari da quattro soldi, pronti a girare la schiena al nemico ai primi segnali di pericolo.
Ma è quello che passa il convento e probabilmente è anche quello che ci meritiamo. Pensiamoci su.
05.09.05 00:46 - sezione politiche
il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Grande Santoro, viscido Prodi.
Insomma neanche loro vogliono togliere le mani dalle tv. Finchè la RAI la controlleranno i politici in italia possiamo scordarci la vera democrazia.

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
sulu ha scritto:

Anch'io ero tra i tantissimi ieri alla Festa dell'Unita' per Prodi. Condivido sostanzialmente tutte le considerazioni fatte.
Mi ha fin sorpreso la benevolenza quasi assoluta del "popolo" a fronte di alcune risposte davvero troppo vaghe (quelle che hai citato), fatte tutte dall'ottimo Santoro (che resta il miglior intervistatore italiano): la sensazione era quella che Romano Prodi fosse il segretario dei DS.
C'e' da dire che la formula "senza domande del pubblico", non favorisce alcun contraddittorio: e' una festa e si vuole che resti tale.
Su questo obiettivo raggiunto in pieno: la festa c'e' stata. Grande tributo di pubblico, applausi scroscianti e tutto il resto. Certo, le premesse di alcuni mesi fa potevano essere quelle di una festa DS/Uniti nell'Ulivo ...mentre ieri non c'era nemmeno un volto in prima fila che non fosse DS.
...la sensazione e' che Prodi sia perfettamente in sintonia con Fassino. Ma che l'Unione sia tutt'altro che unita. Che Prodi debba sempre usare il bilancino.
Infine, un commento personale. Pur sapendo che non si possono fare paragoni, i ruoli sono
completamente diversi. Pero' Cofferati continua a scaldarmi il cuore. Mi pare che riesca sempre a dare una risposta netta e che di solito e' pure la mia. Mi fa un po' di tristezza saperlo "decentrato" a Bologna.

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
invel ha scritto:

il resoconto è fedele. la cosa più sgradevole non riguarda prodi (che tenuto conto delle imboscate e trabocchetti, sta tenendo botta) ma sull'atmosfera inciuciosa dei tre giornalisti rai/ex rai. la battuta sulla bb "tengo famiglia" a cui ha risposto "non ho bisogno dello stipendio rai per campare" (beata lei complimenti). l'impressione che gli intervistatori si sentissero più protagonisti dell'intervistato. e poi il massimo: santoro che parla delle figurine veltroni/panini, di ipotetici ricordi d'infanzia e dice "ce l'ho / manca" con l'accento sulla o, invece di "celo / manca". dove eri santoro?

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Ho già detto tutto il male possibile su Prodi.
Per fortuna anche Gino Strada ha detto che Prodi e Berlusconi sono due facce di un'unica medaglia.

Mi piacerebbe sapere quanti tra i frequentatori del blog seguiranno il consiglio di Montanelli: tapparsi il naso e votare...
(e dico chiaramente che non sono d'accordo con Montanelli)

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Q ha scritto:

Aleph, se passi di la dillo chiaramente, senza questi giri di parole.
Ce l'ahi con tutta la sinistra, Prodi è cattivo quelli alla sua destra sono ringamboni, quelli alla sua sinistra sono di Al Qaeda.... SUvvia un po di coraggio, dichiarati!!

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Aleph, io sarei felice di non dovermi turare il naso. L'idea di contribuire mandare in Parlamento gente come Sgarbi, D'Alema, Cuperlo, Rutelli e tanti altri avidi scaldasedie mi tormenta. Eppure, pur con fatica, credo che l'alternativa Berlusconi continui a essere enormemente peggio. Pragmaticamente: un presidente del Consiglio padrone di tutto blocca l'economia.
Ora, per quanto io sia in disaccordo con te su Prodi, sono in accordo sulla sostanza: questi e quelli sono - salvo rare eccezioni - una cosca di cialtroni, ladri e mezze calzette.
Detto questo, mi domando e ti domando, qual'è l'alternativa possibile?

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

"Ce l'hai con tutta la sinistra"

Non è che l'ho con la sinistra, è che sono davvero incazzato. Per un semplice motivo: non trovo parole per dire tutto il male possibile di un partito di sinistra (il primo partito in Italia!!!) che in vista delle elezione non trova tra le proprie fila un candidato premier ed è costretto ad affidarsi ad "prete" democristiano. Questo è un fatto che nessuno sarà mai in grado di farmi digerire. Prodi è sempre stato l'uomo dei poteri forti, plasmato e creato dalla DC più lurida e intrallazzona. E qualcuno parla ancora di questione morale??? Ma dai!!!
E' tutto un controsenso.

"SUvvia un po di coraggio, dichiarati!!"
Nessuno problema: tifo Inter, stravedo per Wes Montgomery, Travaglio mi piace un giorno sì e due no, ho militato nella sinistra più estrema per molti anni e ho conosciuto persone e fatto cose che mi hanno disamorato, per molti anni ho votato la Bonino (quando gli permettevano di presentarsi alle elezioni...), mi piace la gente che si fa il culo per qualcosa in cui crede (Gino Strada docet) e a sinistra i pochissimi me mi lasciano pensare che poi non è tutto da buttare sono Vendola e Cacciari. Per il resto tirerei lo sciacquone. E nell'urna elettorale provo sempre un horror vacui...

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

mah...non mi entusiasma molto, stavolta ancora meno che altre volte. di certo e' molto meglio dell'unto, ma in una prospettive che nasce e muore all'interno dello stesso campo da gioco. Sapendo che per il momento non ci sono altri campi disponibili (per disorganizzazione, pigrizia...o per il semplice fatto che siamo in forte minoranza) conviene votare Prodi. Ma, avendo idee che spesso vanno totalmente contro il sistema esistente, mi chiedo se e' giusto che il voto "convenga".

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
sulu ha scritto:

...non e' che la politica occidentale sforni raffiche di Che Guevara.
Anche per me votare questa coalizione e' un mezzo turarsi il naso, ma nel contesto europeo attuale, tutto sommato Prodi non e' il peggior leader immaginabile.
...senza andare troppo lontano, alle ultime dovevamo votare Rutelli ...

il 05 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
wolverine ha scritto:

Quando mi chiederanno cosa vorrò fare da grande (in Italia si è bambini fino ai 45 ed alcuni lo restano per sempre. Purtroppo...non nel senso pascoliano del termine), risponderò: "scrivere come Alberto". ;)

il 06 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Q ha scritto:

La Bonino? Quella che distingue fra pulizie etniche cattive (serbi vs. albanesi) e quelle buone (albanesi vs. serbi).
Ah beh....

il 07 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Aleph mi toglio una curiosità? A cosa sono dovuti i "due giorni su tre" in cui Travaglio non ti piace? Mi interessano le critiche a Travaglio perchè fin'ora mi sono trovato d'accordo su tutto quello che ho letto di suo.

il 07 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Credo che Travaglio, Luttazzi e Santoro abbiano dato una gran bella spinta al successo politico di Berlusconi.
Nel marketing esiste una legge basilare che anche l'ultimo pischello al primo anno conosce: parla male della concorrenza, e la concorrenza venderà più di te.
E' l'antiberlusconismo accorato e monocorde di Travalgio che vedo male, lo vedo male perché non fa altro che ottenere due risultati:
1. fa diventare Berlusconi un martire
2. una volta sparito Berlusconi, Travaglio ne sentirà la mancanza.

il 07 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

aleph se tu sei spfrofondato nel tuo pessimismo cosmico stacci e diguazza pure, ma non pretendere che gli altri vi sguazzino.
la bonino? quella a favore dell'intervento in iraq o quella degli aborti clandestini?
cacciari? quello marxista o quello rutelliano che fa gli accordi con galan?
vendola? il vendola da vetrina, comunista omosessuale e meridionale o quello partitocratico con i suoi balletti tra destra e sinistra del suo partito, con le sue nomine oligarchiche alla regione e la cocaina?

il 08 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

La vita è un pendolo che oscilla tra la noia e la morte...

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere