«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
The Hitchhiker's Guide to the Galaxy
Partito con le migliori intenzioni per divertirmi ed entrare nel "giro giusto" degli estimatori della Guida, ho avuto non poche difficoltà a entrare in gioco. Colpa - immagino - del doppiaggio, che trasforma i personaggi principali - primo tra tutti Zaphod Beeblebrox, che dai racconti di chi ha letto il libro (io non l'ho "ancora" letto) immaginavo come una sorta di Zonker, magari solo un po' meno allegro - in una sfilza senza soluzione di continuità di Jerry Lewis-cloni del tutto sopra le righe, con vocette querule che danno ai nervi dopo la prima mezz'ora. Forse solo Slartibartfast conserva nel doppiaggio la flemma originale. Insomma, nonostante la genialità e la lungimiranza di Adams (non bisogna dimenticare che il libro è del 1978, ma già la guida veniva descritta una sorta di browser interattivo), il film lascia un po' il tempo che trova, salvo lasciare la voglia di incontrare la "vera" Guida, quella di carta.
13.09.05 00:25 - sezione cinema
il 13 Settembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
.mau. ha scritto:

A me Slarti รจ sembrato troppo flemmatico (nel libro sembra che l'unica cosa che gli interessasse fossero i fiordi...) mentre Zaphod era perfetto. Vedi le differenze?

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