«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Le cose che penso di Formigoni
giuseppe civati ha scritto a OneMoreBlog:
Formigoni si candida per il bene della Lombardia. Bene. Se fosse davvero così, e fosse davvero convinto della necessità di rappresentare la Lombardia a Roma, avrebbe dovuto dimettersi prima di mettersi in lista. Così fa un leader. Dopo averci abituato ai suoi ticket, il ticket che Formigoni ha in mano prevede l'andata e l'opzione sul ritorno ed è insomma un biglietto 'aperto'. Più che una lista poi quella di Forza Italia è una lista d'attesa - altro termine molto noto alla politica lombarda - e prevede che lui abbia novanta giorni, dopo la proclamazione degli eletti, per scegliere se andare a Roma o se restare presidente. Un periodo, che durerà fino ad agosto, nel quale la Regione non farà nulla, esattamente come dall'anno scorso ad oggi. A me questa cosa, semplicemente, sembra assurda. Si può votare l'11 giugno, con il secondo turno delle amministrative, anche per le regionali. Il Pirellone non è il castello di Elsinore: Amleto avrebbe dovuto sciogliere il dilemma con più classe e stile democratico. Senza volere a tutti i costi interpretare il desiderio dei lombardi, che fino a prova contraria l'hanno votato per fare il presidente non più tardi di un anno fa. E che adesso pretendono chiarezza. Esattamente come noi.
09.03.06 00:03 - sezione parliamone!
il 12 Marzo 2006 (quando OMB accettava i commenti)
LUIGI MORSELLO ha scritto:

Temo che non funzioni così la politica, sopratutto quando ci sono in ballo una regione come la Lombardia ed il Governo della nazione.
Premesso che il Presidente della regione può conservare le due cariche (non v'è obbligo di dimissioni), è evidente che ciò che maggiormente preoccupa è il dopo-Berlusconi.
Ciò lo si desume dal fatto che la candidatura di Formigoni sembra essere stata una auto-candidatura, non è stato sollecitato da nessuno, si è proposto con una motivazione decisamente vincente: la polarizzazione dei voti, nelle imminenti elezioni politiche, della Lombardia su di una figura aggregante, Formigoni appunto.
C'è stato un po' di tira e molla: prima no, poi si ma solo come candidato di bandiera, poi invece no, per davvero, con tre fedelissimi, anzi due, no uno solo basta.
Questa trattativa, durata abbastanza a lungo, è evidentemente sfuggita.
Giochi politici sofisticati e solo appena chiariti dalle analisi della stampa di parte, schierata da sempre a sinistra, faziosa quanto si vuole ma molto bene informata.
Immaginare che Formigoni avrebbe dovuto prima dimettersi e poi presentarsi come candidato è decisamente ingenuo.
Un seggio senatoriale è nell'alchimia del dopo elezioni probabilmente molto più importante della presidenza della regione Lombardia, specie se la CdL le elezioni le perde.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere