«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Habitat naturale
«Il pellegrinaggio dei devoti previtiani al carcere di Rebibbia al seguito del prof. sen. rag. Marcello Pera, presidente del Senato uscente, aumenta - se possibile - la vergogna di un partito-azienda nato per garantire l'impunità a un pugno di furfanti che da 12 anni piegano la politica e le istituzioni al solo scopo di farla franca in processi che nulla hanno di politico perché riguardano baratterie che precedono di anni il loro sbarco in Parlamento». Marco Travaglio commenta l'ascesa di Cesare Previti al suo "habitat naturale".

da l'Unità del 6 maggio 2006

Cesare, Marcello e l’impunito tra i due crocifissi
di Marco Travaglio

Ora che Cesare Previti ha raggiunto, con qualche anno di ritardo, il suo habitat naturale, si può finalmente dire ciò che si era sempre saputo: Silvio Berlusconi ha costruito le sue fortune affiancato da due delinquenti. Alla sua destra Marcello Dell'Utri, condannato definitivamente per false fatture e frode fiscale e in primo grado per mafia. Alla sua sinistra Cesare Previti, condannato dalla Cassazione come corruttore di giudici, pagati per infliggere allo Stato l'ingiusto risarcimento di 1000 miliardi di lire alla Sir di Rovelli, che non ne aveva diritto e ricompensò Previti e i suoi colleghi- complici Pacifico e Acampora con 67 miliardi. Quello che il Tribunale diMilano definì «il più grave caso di corruzione della storia d'Italia, e non solo». Avevano ragione Stefania Ariosto e la magistratura milanese, diffamate e calunniate per dieci anni da Berlusconi, alleati, giornali e tv al seguito. Avevano ragione i Girotondi a denunciare la voglia d'impunità di questa associazione per delinquere fattasi Stato. Avevano ragione i pochi giornali che han sempre raccontato i fatti nudi e crudi (per aver osato tanto, Ferruccio De Bortoli dovette lasciare la direzione del Corriere). Avevano ragione i giornalisti e gli attori satirici epurati dalla tv di Stato perché non parlassero di quei fatti e per far posto a Bruno Vespa (che l'altra sera, mentre l'amico Previti diventava pregiudicato, deliziava il suo pubblico con un Porta a Porta sulla dieta mediterranea). Aveva ragione chi nutriva fiducia nella Giustizia: il processo agli uomini più potenti e malfamati del Paese, sul quale nessuno avrebbe scommesso una lira, è arrivato in porto grazie a una miriade di magistrati di varie sedi, orientamenti e funzioni, che hanno dribblato una selva indescrivibile di attacchi, denunce, trappole, cavilli, ricorsi, leggi canaglia, ricusazioni, legittime suspicioni, istanze di rimessione, di nullità, di inutilizzabilità, di incompetenza territoriale, di incostituzionalità.
Il pellegrinaggio dei devoti previtiani al carcere di Rebibbia al seguito del prof. sen. rag. Marcello Pera, presidente del Senato uscente, aumenta - se possibile - la vergogna di un partito-azienda nato per garantire l'impunità a un pugno di furfanti che da 12 anni piegano la politica e le istituzioni al solo scopo di farla franca in processi che nulla hanno di politico perché riguardano baratterie che precedono di anni il loro sbarco in Parlamento. Nemmeno dopo la pronuncia della Suprema Corte si considerano le prove gigantesche raccolte dagli inquirenti e passate al vaglio di tre gradi di giudizio, che dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio il peggior reato immaginabile per un colletto bianco: la corruzione dei giudici per ottenere sentenze favorevoli a chi ha torto e sfavorevoli a chi ha ragione. Anzi, i pellegrini di Rebibbia intonano la solita litania della «giustizia giusta» e del «garantismo». Marcello Dell'Utri, l'altro onorevole pregiudicato purtroppo ancora in carica, si fa promotore della candidatura di Massimo D'Alema al Quirinale in cambio di una «dichiarazione istituzionale» che «riprenda il discorso della Bicamerale sul sistema delle garanzie». Ma certo: quale processo più «garantito » di quello in cui il giudice è stato preventivamente comprato dagli avvocati di una parte, quella che ha torto?
Che questo mercimonio sia avvenuto nella causa Imi-Sir, dove Previti& C. agivano per conto dei Rovelli, è ormai assodato. Ma ora la Cassazione riapre l'altra causa civile in odor di compravendita: quella che strappò la Mondadori (la casa editrice più la Repubblica, l'Espresso, Panorama, Epocae14 quotidiani locali) aCarlo De Benedetti consegnandola a Berlusconi. Un lodo arbitrale aveva dato ragione all'Ingegnere. Ma poi, al solito, anziché riconoscere la sconfitta, il Cavaliere rovesciò il tavolo e fece ricorso alla Corte d'Appello di Roma. Lì era pronto il giudice Vittorio Metta (appena condannato a 6 anni per aver venduto il verdetto Imi-Sir a Previti &C.). Il quale, in poco più di 24 ore, riuscì a produrre una sentenza di 168 pagine che ricalcava punto per punto i desiderata del Cavaliere. Dopodichè ricevette un bel po' di milioni di misteriosa provenienza proprio mentre gli amici Previti & C. movimentavano in Svizzera una cospicua provvista targata Fininvest. Metta chiuse la sua carriera andando a lavorare come avvocato nello studio Previti, insieme alla figlia Sabrina. Corruzione, secondo il Tribunale di Milano. Insufficienza di prove, secondo la Corte d'appello. Corruzione, secondo la Cassazione, che ha disposto un nuovo appello: imputati Metta, Pacifico e Previti, mentre il mandante dell'eventuale tangente giudiziaria, Berlusconi, l'ha fatta franca grazie alle attenuanti generiche e alla conseguente prescrizione.
L'uomo che annunciava «non faremo prigionieri» è prigioniero da 24 ore. Dice che l'hanno «lasciato solo». Ecco, basta una sua parola, e potrebbe trovare presto compagnia.

06.05.06 18:08 - sezione giustizia
il 06 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Avrei un candidato per il colle: Marco Travaglio

il 07 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
octopus ha scritto:

incredibile Marco !
"Basta una sua parola e potrebbe trovare presto compagnia".
Ministro dell'Informazione lo devono fare.
da notare la mancanza di reazione di tutti gli interessati, di destra e di sinistra.
ne hanno di pelo sullo stomaco !
:-@

il 07 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
octopus ha scritto:

mi era sfuggito: prof. sen. rag. Marcello Pera.
cribbio.

il 09 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
octopus ha scritto:

io non vi capisco.
su questo argomento nessun intervento ?
echecazzo !

il 09 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

beh è impensabile che Previti facesse un putiferio di illegalità tra l'altro che procuravano miliardi a Fininvest e il paròn della stessa fosse all'oscuro di tutto.. Qualcuno, non so se lo stesso Marco in precedenza, ha già detto che Previti è l'uomo che tiene in pugno il futuro di Berlusconi.
Carolina

il 09 Maggio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
octopus ha scritto:

adesso sì che siamo.
finalmente qualcuno l'ha detto.
tiene in pugno B., come come lo tiene in pugno marcello

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