«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Riformisti, ma non abbastanza
vinavil.jpg «Vi sono senza dubbio errori che hanno riguardato i meccanismi di funzionamento della coalizione, così come vi è anche la debolezza e la scarsa chiarezza del messaggio che ne è scaturito, specialmente durante l’ultima fase della campagna elettorale. Vi è stato un limite del progetto di città che si è veicolato, tanto che è, innanzitutto, il popolo del centrosinistra a non essersi mobilitato nel suo insieme; la scarsa affluenza al voto ha penalizzato questa volta anche il centrosinistra, in netta controtendenza rispetto alle elezioni di questi ultimi anni, laddove ad una minore affluenza corrispondeva una flessione del centrodestra e, di converso, una tenuta con conseguente vittoria del centrosinistra. E’ mancato lo slancio di andare oltre i propri confini, per intercettare quella parte di mondo milanese da tempo deluso dall’esperienza di Albertini e disponibile a guardare alla proposta del centrosinistra; sono mancati un profilo politico complessivo e i messaggi adeguati per intercettare questa disponibilità».

Questo stralcio del "documento" congiunto di direzione cittadina e direzione provinciale dei DS di Milano, firmato dal fior fiore (si fa per dire) del centrosinistra locale, è un condensato di autocritica feroce e senza compromessi. In un qualunque Paese civile avrebbe avuto una conseguenza logica: dimissioni immediate della classe dirigente e di chiunque avesse partecipato alla sequela di fallimenti descritti. Ma qui siamo in Italia e la conseguenza che questa accozzaglia di [metti l'aggettivo che vuoi] ha saputo produrre è la seguente:

«Siamo convinti che la discussione non debba più vertere sul "se" procedere o meno sulla strada della riaggregazione di un soggetto politico riformista, oggetto dello scorso percorso congressuale dei Ds, ma l’attenzione debba concentrarsi sul "come" e sul "quando"».

Chiaro no? Prima lasciano la città alla destra per 15 anni, poi si accorgono che tra sei mesi ci sono le elezioni e si inventano un candidato impresentabile, quindi lo segano perché gli elettoeri insorgono, ne trovano uno più presentabile ma lo boicottano, perdono malamente elezioni già vinte e consegnano per altri 10 anni la città alla destra. Un quarto di secolo da perdenti. Ma la loro unica preoccupazione è il "partito democratico". Ah, già, dimenticavo, c'è anche un'altra ragione: «sono riemerse le difficoltà, le resistenze, i limiti di una cultura politica non compiutamente riformista». Non abbiamo perso perché i politici locali sono delle mezze calzette, ma perché la cultura politica non è abbastanza "riformista".

Domanda alle persone di buon senso che compaiono tra i firmatari: ma non vi vergognate?
16.06.06 16:22 - sezione vinavil
il 16 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
drizzt... ha scritto:

figurati se non arrivava subito il genio di turno...!!!

subito nella spazzatura...!!!

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