«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Thank you for smoking
Nick Naylor è il portavoce del consorzio dei produttori americani di sigarette. Partecipa ai talk show televisivi per affrontare salutisti e ragazzi malati di cancro, paga "l'uomo Marlboro" malato di cancro ai polmoni perché rinunci a fare causa, insomma, è il capro espiatorio di un'industria che provoca milioni di morti l'anno. Ma il film che racconta la sua storia, checché si legga in troppe recensioni, è tutto, tranne che un film pro o contro il fumo.

Thank You for Smoking è un film sull'intelligenza, sull'indipendenza intellettuale, sulla libertà di giudizio. E' la celebrazione della capacità delle persone consapevoli di liberarsi dagli schemi e dalle sovrastrutture, per esercitare il proprio libero arbitrio e decidere della propria vita. E' anche un film sull'onestà intellettuale. Nick - apparentemente cinico - è semplicemente sincero, mentre il senatore del Vermont - politicante bacchettone tutto Birkenstock e sorrisi untuosi - è un ipocrita che usa i temi sull'ambiente per fare facile demagogia e raccogliere consenso a poco prezzo.

In un Paese che assegna ai bambini temi come "scrivi perché il governo degli Stati Uniti è il migliore del mondo" c'è un gran bisogno di un Nick Naylor che racconti loro che quel governo è il migliore anche a uccidere i propri cittadini. Intelligente e istruttivo, indicato ai figli adolescenti conformisti.
05.09.06 00:37 - sezione cinema
il 05 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
marco montanari ha scritto:

in realtà non devo aggiungere niente a quello che è scritto; ho visto il film, mi è piaciuto molto. Forse è il caso di ricordare che, tra le categorie prese di mira c'è anche il giornalismo e la sua mancanza di etica, incarnato dalla giornalista che ha un affaire con Nick solo per carpirgli segreti e fare uno scoop. Ma, alla fine, ciascuno avrà il suo...

il 05 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Visto, molto bello.

Piccolo commento OT.
L'altra sera ho visto Slevin - Patto criminale. Un mezzo pacco: confuso, a tratti veramente noioso, solo alla fine inizia ad ingranare ma ormai scorrono i titoli di coda...

Mi ha spinto la curiosità di vedere questo nuovo attore che porta il nome di Josh Hartnett: bella faccia ed anche bravo, devo dire.
Ero quindi curioso di vedere questo Hartnett in una parte drammatica, perché è la sua faccia che è stata scelta per girare The prince of cool, film sulla vita del mitico Chet Baker.
Tra due anni saranno 20 quelli trascorsi dalla morte (omicidio/suicidio...?) del più grande jazzista bianco di tutti i tempi. E il film ci dirà se Hartnett è davvero destinato a diventare un grande attore.

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