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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Parole, non fatti
amici e parenti Farà molto piacere agli elettori di centrosinistra della Provincia di Milano sapere che il presidente Filippo Penati, "stufo di sentirsi accusare di neostatalismo municipale", ha deciso di "passare al contrattacco", assumendo un guru della comunicazione, Auro Palomba, presidente di Community (agenzia di consulenza per la comunicazione che vanta tra i suoi clienti nomi del calibro di Benetton, Bondi-Parmalat, Coin, Colaninno, Safilo e - last but not least - il galantuomo Luciano Moggi). Siamo certi - viste le performance non propriamente brillanti di Penati & C in tema finanziario - che ci sia gran bisogno di una persona tanto abile con le parole da riuscire a far passare per buona l'operazione di cui si mormora

Dicono i bene informati che sia pronta la collocazione in borsa a valore di mercato (circa 6 euro) delle azioni Serravalle acquistate a quasi 9 (sempre con denaro pubblico), con una perdita secca di decine di milioni di euro), il tutto per coprire la voragine ASAM. A questo punto solo un guru può tentare l'impossibile, ovvero far apparire credibile un presidente che promette di guadagnare 13-15 milioni di Euro all'anno e poi ne perde oltre sette (sempre di denaro pubblico), ma continua a recitare la parte del salvatore della patria.

Resta al contribuente la speranza che il signor Penati - dopo essersi levato lo sfizio di avere anche lui il supercomunicatore come i top-manager veri, quelli che hanno studiato all'università - decida di compensare l'esborso dando un taglio al budget del suo faraonico (per numero di persone e costo complessivo) staff di comunicatori (molto provinciali), magari a partire dal capintesta, un ragioniere da quasi 200mila zucche (di denaro pubblico, euro più, euro meno) all'anno.

In allegato [pdf 148 Kb] la notizia, da Corriere Economia.
12.12.06 00:40 - sezione amici e parenti
il 12 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
arcovazzi ha scritto:

occorerrebbe fissare un limite per legge alle spese di immagine della pubblica amministrazione. Ormai il peso di consulenti per l'immagine, pubblicitari, agenzie, giornalisti etc sta diventando insopportabile. Ogni amministratore si circonda di professionisti più o meno di fama e produce newsletter, house organ, breafing e chi più ne ha più ne metta. L'industria del convegno è in pieno boom. Questo è tanto più grave per un amministratore del centrosinistra che aveva duramente attaccato la colli proprio sulle spese di comunicazione. Se non si può mettere un tetto almeno si facciano delle gare, eviteremmo almeno che chiunque si autoproclami esperto di comunicazione. Vi è poi una notazione di maggior sostanza, il peso dei comunicatori e della convegnistica è inversamente proporzionale al peso dell'organizzazione partito/associazionismo. Quanto più questa ultima è debole tanto più aumenta la tendenza cesaristica dell'eletto e il ricorso alla pubblicità. Il convegno, la newsletter non svolgono quindi solo una funzione meschinamente elettoralistica ma anche quella di macchina del consenso interna al proprio sistema di relazioni. Il che è ancora peggio perchè questo viene fatto con i quattrini di tutti i cittadini

il 12 Dicembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Michele ha scritto:

Immaginiamo solo cosa sarebbe successo se Penati avesse assunto giovani precari di zone difficili a svolgere mansioni utili per la provincia a costi molto bassi e se gli avesse insegnato una nuova professionalita'.

Se proprio bisogna buttare via i soldi pubblici, almeno li si investa su giovani a rischio e non su parassiti.

Comunque i professionisti della comunicazione hanno vita breve, visto che piu' o meno sono capaci tutti di comunicare.

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