«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
C'è chi teme per Garry
«In un Paese che sembra non avere altro Dio che Putin (i sondaggi gli attribuiscono un indice di consensi inchiodato all'80 per cento), il movimento unitario di tutti gli oppositori fa quello che può. I leader principali sono lo stesso Kasparov e l'ex primo ministro Mikhail Kasyanov. Tra i due è certamente il campione di scacchi quello che ha maggiore visibilità (anche internazionale) e che rischia di più, viste le cose che dice. L'uomo che sconfisse nel 1985 Anatolij Karpov, amato dalla nomenklatura sovietica, è tra i pochi in Russia ad avere il coraggio di usare parole "forti" contro il Cremlino: "Una combinazione di soldi, potere, sangue e immunità"». Prende forza l'opposizione a Putin, anche se il duce della Russia naviga ancora su consensi dell'80%. Tra i leader dei movimenti di opposizione più attivi c'è Garry Kasparov, ex campione del mondo. ma c'è già chi teme anche per la sua vita.

da Corsera dell'11 marzo 2007 San Pietroburgo, Kasparov dà scacco a Putin
di Fabrizio Dragosei

Ha usato tutte le sue capacità maturate in anni e anni di scontri sulla scacchiera ad altissimo livello. E così Garry Kasparov, ex campione del mondo, leader del movimento di opposizione a Vladimir Putin, è riuscito la settimana scorsa a guidare attraverso i cordoni di polizia la prima vera manifestazione di protesta tenuta a San Pietroburgo. Le autorità avevano pensato a proteggere gli edifici pubblici, la via che conduce da Piazza della Insurrezione, dove si erano radunati i manifestanti, al palazzo del Governatore (lo Smolnij) e a quello dell'ex Kgb. Con in mano una piantina della città, una penna e un pezzo di carta, Kasparov ha dovuto così cambiare strategia in corsa, esattamente come avviene quando l'avversario fa una mossa inattesa sulla scacchiera.È bastato un attimo per capire quello che era accaduto, che le autorità avevano commesso un grave errore tattico. «Il governo pensava unicamente a proteggere se stesso», ha raccontato il campione dopo la fine della manifestazione.
Così tutti coloro che erano scesi in piazza nonostante il divieto delle autorità, sono stati indirizzati verso la centralissima Nevskij Prospekt, la strada dei negozi e dei grandi alberghi, la via, già percorsa da Lenin, verso il Palazzo d'Inverno. La migliore vetrina possibile per un'opposizione alla quale il governo («il regime», come lo chiama Kasparov) nega qualsiasi visibilità, dalla tv ai giornali, alle stesse manifestazioni pubbliche.
Migliaia di persone sono riuscite a far sentire la loro voce, a scandire slogan contro Putin e contro il Cremlino. «Un successo enorme», dicono ora tutti gli esponenti dell'opposizione, anche se la tv di Stato si è limitata a parlare dei 130 arrestati in un universo che andava dai democratici di destra ai riformisti di sinistra, agli ultracomunisti, ai neofascisti.
In un Paese che sembra non avere altro Dio che Putin (i sondaggi gli attribuiscono un indice di consensi inchiodato all'80 per cento), il movimento unitario di tutti gli oppositori fa quello che può. I leader principali sono lo stesso Kasparov e l'ex primo ministro Mikhail Kasyanov. Tra i due è certamente il campione di scacchi quello che ha maggiore visibilità (anche internazionale) e che rischia di più, viste le cose che dice. L'uomo che sconfisse nel 1985 Anatolij Karpov, amato dalla nomenklatura sovietica, è tra i pochi in Russia ad avere il coraggio di usare parole «forti» contro il Cremlino: «Una combinazione di soldi, potere, sangue e immunità».
Dati i precedenti, da Anna Politkovskaya ammazzata da un misterioso killer a Mikhail Khodorkovskij finito in Siberia, i suoi seguaci temono per lui. Se Garry continuasse a crescere politicamente e quindi rischiasse di costituire una vera calamita per la Russia che teme il tramonto della democrazia, chissà cosa potrebbe accadergli.
11.03.07 10:43 - sezione politiche
il 11 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

Mi occupo di politica interna russa per mestiere, diciamo. Il pezzo contiene svariate imprecisioni. Ma il punto centrale è che il corteo dell'altro giorno era soprattutto composto dai nazionalbolscevichi di Limonov, un gruppo ben organizzato ma del tutto minoritario, e con una visibilità effettiva solo a San Pietroburgo e, a volte, a Mosca. Sono nazionalisti estremi, antisemiti e filofascisti. Non proprio il massimo, insomma. Kasjanov, peraltro, è il vero azionista di maggioranza dell'opposizione, di cui Kasparov è, purtroppo, solo un'icona. E Kasjanov è stato primo ministro con Putin, nonché alto papavero ai tempi bui di Boris El'cin e della sua accolita di criminali, mafiosi, ubriaconi e incompetenti. E' un uomo politico corrotto, incapace e pericolosamente vicino a Boris Berezovskij, il capomafia "rifugiato" in Gran Bretagna con l'incredibile titolo di "transfuga politico".
Putin ha l'80% per il semplice fatto che è il migliore leader che la Russia abbia avuto, e non era poi così difficile visti i precedenti.
Non è un liberal-democratico, non è nemmeno "riformista". E si è dovuto far strada in mezzo a attentati e guerre, per cui le sue mani non sono esattamente pulite: ci sono senz'altro macchie di sangue e forse anche qualche rublo, rimasto attaccato ai tempi in cui era il braccio destro del sindaco di Pietroburgo, Anatolij Sobcak. Che era più ladro di lui (tant'è che è stato processato per corruzione). Senza per questo essere messo alla gogna dall'occidente, anzi: l'Università di Bologna, a Sobcak, aveva conferito una laurea honoris causa...
Da quando Putin è diventato presidente ha conseguito, almeno, i seguenti risultati: 1) ha salvato la Russia dalla disgregazione territoriale; 2) ha favorito una ripresa economica che ha fatto superare a oltre 30 milioni di russi la soglia di povertà; 3) ha restituito alla Russia il suo posto tra le grandi potenze.
La Cecenia, le restrizioni alla libertà, l'involuzione del sistema politico sono il contraltare. Sommando tutto, il quadro che ne esce è controverso. Mi sento, però, di dire che Putin sia molto meglio, almeno per la Russia, di Berezovskij. La mente di ogni atto di terrore, di ogni ruberia, di ogni umiliazione della Russia dalla metà degli anni '90 al 2000.

il 11 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Marco: un grazie sincero per il contributo.

il 13 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Betulla ha scritto:

Marco, ho letto il tuo post e mi complimento per la franchezza espositiva.
Vorrei, se ti và, avere maggior dettagli su questa tua affermazione:
" La Cecenia, le restrizioni alla libertà, l'involuzione del sistema politico sono il contraltare"
ti ringrazio

il 13 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

nessun problema...
Cecenia
Come si sa, la Seconda guerra di Cecenia, giustificata con l'invasione del Dagestan da parte delle bande armate di Shamil Basaev (ministro della Difesa della Repubblica di Ichkeria, nome che gli indipendentisti avevano dato alla Cecenia), nel 1999, consentì a El'cin (che era ancora presidente) e a Putin, all'epoca premier, di lanciare una nuova invasione. Sebbene l'operazione si sia svolta con una pianificazione militare incomparabilmente superiore a quella del 1994, gli esiti sono stati, e sono tuttora, drammatici. E' inutile ripercorrere la guerra; credo sia meglio ricordare 3 cose: 1) si è appurata l'esistenza di una riunione al largo della Costa azzurra tra Berezovskij e Basaev a poche settimane dalla "invasione" del Dagestan (d'altra parte Basaev era notoriamente un ex agente del Gru, lo spionaggio militare russo); 2) il comando militare russo del Caucaso, e le locali propaggini dei servizi e dell'amministrazione statale sono così marci di corruzione e compromissione con gli indipendentisti da aver costretto Putin a spedire colà il suo uomo di fiducia, Dmitrij Kozak, che ha decapitato gli stati maggiori militari e civili e ha consigliato la via d'uscita giusta da quel pantano; 3) via d'uscita che è consistita in una "cecenizzazione" del conflitto: praticamente Putin ha devoluto al clan Kadyrov il compito di pacificare il territorio. La Russia si è di fatto liberata di uno stillicidio del tutto paragonabile a quello che gli Usa vivono in Iraq al prezzo del dominio feroce e corrotto del clan Kadyrov sull'intera Cecenia (sarebbe come se Washington avesse lasciato il potere all'esercito del Mahdi di Moqtada Sadr, più o meno)

Restrizioni alla libertà
Dal 2000 in poi sono state tacitate tutte, o quasi, le voci indipendenti del sistema dei media; si sono approvate leggi restrittive in tema di espressione pubblica del dissenso, mascherandole come leggi "contro l'estremismo". Si è fatto di tutto per stimolare la mentalità conformista che aleggia, da sempre, sull'intelligencija russa. Vorrei sottolineare, però, che El'cin fece di peggio: non solo assoggettò a sua volta stampa e tv, ma prese a cannonate un parlamento (col plauso occidentale) con la curiosa giustificazione che fosse un "relitto del passato". In realtà quel parlamento era stato eletto dopo l'elezione di El'cin a presidente...

Involuzione del sistema politico
Putin ha realizzato un progetto "vecchio come il cucco", che risale addirittura ai tempi di Crusciov; i dirigenti sovietici non erano affatto così stupidi come si pensa, e sapevano bene che il malcontento necessitava di una valvola di sfogo. La soluzione di Crusciov era stata dividere in due il Pcus, creando un partito comunista "cittadino" e uno "campagnolo". Che si sarebero spartiti il potere ai livelli più bassi, mentre le redini sarebbero rimaste ben salde nell'unico comitato centrale e politburo. Dopo la sua defenestrazione (1964) il progetto venne cancellato perché troppo aleatorio. Quello che interessa, però, è che il potere avesse deciso di creare a tavolino due forze politiche da giocare, di fronte all'opinione pubblica, una contro l'altra. Continuando a regnare, ovviamente. Bene, una cosa simile provò a farla anche El'cin... ma i suoi consiglieri statunitensi (che credevano di aver avuto un'idea originale) misero in piedi due partiti che ebbero pessimi risultati: quello di centrodestra (destinato a gestire il potere vero) non riuscì mai a sfondare, mentre quello di centrosinistra (destinato a fare l'opposizione di sua maestà, come si suol dire) non superò nemmeno lo sbarramento per entrare alla Duma. Putin lo ha rifatto, ha creato la forza di centrodestra, Russia unita, (il potere vero), e quella di centrosinistra, Una Russia giusta (il suo contraltare). A differenza del dilettante El'cin, però, è riuscito a far sì che queste due forze si imponessero davvero, come dimostrato nel weekend scorso in cui hanno fatto il pieno nelle elezioni locali. Ecco dov'è l'involuzione del sistema politico. Anche qui, però, un caveat: all'epoca di El'cin il sistema dei partiti era vitale e genuino, con una grande forza dei comunisti e dei nazionalisti. Il punto, però, è che non godevano di alcun potere, essendo la Duma uno dei parlamenti più decorativi del mondo. E il mondo occidentale, irresponsabilmente, irrideva i partiti russi e si crogiolava nel fatto che il potere vero fosse nelle mani di El'cin, applaudendo ogni umiliazione inflitta dall'alcolizzato alla Duma. L'evoluzione voluta da Putin, che io chiamo involuzione, è ambigua, come ogni cosa russa. E' vero che ora i partiti non sono più "genuini", e che l'effervescenza elettorale è consegnata alla storia. A questo prezzo, tuttavia, si darà vita a un nuovo sistema in cui il parlamento avrà maggiori poteri sostanziali. Avremo meno decisionismo presidenzialista e più soggetti coinvolti nella gestione del potere, e questo è positivo. Ma lo strumento di tale novità, il "nuovo" sistema dei partiti, ha il suono tipico delle monete false.
La Russia è paese di penombre. Dietro cui, in ogni caso, si stagliano sempre fisionomie affilate come rasoi. Un paese affascinante no?

il 13 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Betulla ha scritto:

@Marco
Si, è molto affascinante: degna di un grande romanziere.
Ti ringrazio di nuovo, in 35 righe hai dato un quadro esaustivo della recente storia russa: cosa non facile data la complessità delle vicende.
Saluti, Claudio

il 14 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
darth wanax ha scritto:

Che dire, tanto di cappello!

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