«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
ASAM, un fallimento gigantesco
«Ricapitoliamo: Asam è stata costituita il 29 luglio 2005. Da allora ha accumulato 260 milioni di euro di debiti e paga un milione all’anno di euro di soli interessi. Inoltre, il trasferimento delle azioni voluto da Penati ad Asam produce un taglio al bilancio della Provincia di 36 milioni di euro. E dire che, nelle parole di Penati, avrebbe dovuto essere a costo zero. In 20 mesi, la società non ha progettato né messo in opera un metro di strade, anzi, i giochi di potere interni hanno messo a rischio il futuro di Pedemontana. Per soprammercato, Anas ha multato Serravalle per gravi inadempienze sugli investimenti. Infine, la Cal, società mista Anas Regione Lombardia, ha ridotto a zero l’interesse degli operatori privati. Un fallimento gigantesco. La società è, oggi, un costoso peso morto; ha espropriato la futura Provincia di Monza del 20% di azioni della provincia di Milano e dei relativi dividendi, dando in cambio il 20% del debito di Asam. Una botta di parecchi milioni di euro all’anno che non potranno essere utilizzati né dalla Provincia di Milano né dalla Provincia futura di Monza a favore della comunità».

Mentre Filippo Penati è in partenza per un viaggetto a Cuba e Giappone a spese dei contribuenti, Max Bruschi, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Isimbardi, ha riassunto così oggi in aula consiliare la vicenda ASAM su cui il centrosinistra in provincia si è giocato la reputazione e possibilmente le elezioni del 2009.
15.03.07 16:29 - sezione milano
il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Gia' ma la sinistra non fermo' quel pazzo di penati perche' ai tempi andava contro il sindaco di destra albertini

il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Classico esempio di carrozzone pubblico da segare immediatamente..

il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

MILANO, 13 marzo (Reuters) - Il cda di Asam, la holding in cui la Provincia di Milano ha convogliato le partecipazioni nelle infrastrutture, si riunisce nel pomeriggio per esaminare lo statuto approvato la settimana scorsa dalla Giunta di Palazzo Isimbardi. Il cda è stato convocato dal presidente Giulio Sapelli per esaminare un testo che, come era emerso subito dopo l'ok della Giunta, i vertici della holding non gradiscono.

Tra i motivi di dissenso ci sono queli relativi allo spazio di manovra tra cda e azionisti pubblici e alcune questioni relative agli ambiti di operatività della holding.

Asam, fa notare una fonte vicina a Sapelli, "è una società con capitale totalmente pubblico, però è anche una società per azioni e, quindi, regolamentata dal codice civile e non dal testo unico degli enti locali".

La fonte della holding cui fa capo la maggioranza di Milano Serravalle, inoltre, sottolineano il rischio di un eccessivo allargamento dell'oggetto sociale che - rispetto al passato - si legge nella nuova versione dello statuto.

Palazzo Isimbardi ha infatti affidato alla nuova Asam una vasta serie di finalità, che includono realizzare e gestire i servizi di trasporto di persone e merci, oltre a strade e autostrade, sistemi infrastrutturali e viari connessi alla mobilità, servizi informativi, reti telematiche e di telecomunicazioni, e infine impianti di energie rinnovabili.

Inoltre, l'oggetto sociale prevede il sostegno ai programmi di sviluppo e ottimizzazione delle infrastrutture della viabilità e dei trasporti e di miglioramento ambientale.

Lo statuto, infine, mantiene in capo al Consiglio provinciale le prerogative di indirizzo, direzione e controllo strategico di Asam.

Gli uomini di Sapelli non contestano che gli azionisti definiscono le linee di indirizzo strategico "pur nel rispetto dell'autonomia che per legge spetta al cda". Ma, fanno notare, "la riforma del diritto societario ha ampliato le competenze e l'autonomia dei cda, a scapito di quelle dell'assemblea".

Ieri, il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha inviato una lettera a Sapelli per annunciare che lo statuto verrà discusso e approvato dal Consiglio provinciale giovedì 15 marzo.

Sottolineando l'esigenza di conciliare l'obiettivo politico di un ampio consenso con l'efficienza aziendale, il numero uno di Palazzo Isimbardi ha anche confermato la fiducia nei vertici di Milano Serravalle - di cui Asam controlla il 52,6% - mentre Sapelli non ha mai nascosto di puntare a un cambiamento di nomi.

La settimana scorsa, l'opposizione ha anche rivelato l'esistenza di una lettera di Sapelli a Penati che apertamente chiedeva la testa di Massimo Di Marco, attuale AD di Serravalle.

Secondo indiscrezioni, la lettera di Sapelli conteneva anche un riferimento a un accordo già raggiunto con dei soggetti finanziari disposti a rilevare il 30% del capitale di Asam, un ingresso che servirebbe anche a sistemare la situazione debitoria del gruppo.

il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo zinna ha scritto:

quando hanno comprato la maggioranza di Serravalle, mi son detto: ok, stiamo a vedere, è giusto dare fiducia, magari ci faranno qualcosa di buono. Oggi continuo a credere nel progetto, non sottoscrivo le grossolanità di Dedalus, ma mi pare che la Provincia debba riconoscere di avere sbagliato il manager, prima che sia troppo tardi. Chiediamo le dimissioni di Sapelli, subito.
Gelosie, ansia di potere, autoreferenzialità: meglio non commentare. Mettiamoci un uomo migliore, per il bene di tutti.


il 15 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Paolo: secondo me Sapelli è il sintomo, non la causa. La provincia è nelle mani di dilettanti allo sbaraglio ben più dannosi di Sapelli. L'acquisto del 15% di Serravalle da Gavio (per conquistare un'inutile maggioranza che oggi deve essere rivenduta in perdita) è stato deciso prima di assumere Sapelli, da Penati, Vimercati e compagnia. Insisto che le dimissioni da chiedere sono quelle di Penati.

Quanto alla lettera, che io hop nelle mie manine in versione non censurata, contiene le istruzioni di sapelli a Penati su come muoversi, chi cacciare, a chi vendere. Roba che in un paese civile avrebbe comportato l'immediata defenestrazione di uno dei due. Ma siamo in Italia e i due continuano a fare i loro porci comodi, alla facciazza nostra. E ringraziano Berlusconi, unica ragione per la quale i cittadini anziché andare al mare hanno votato per questa cosca di trafficoni incauti e incolti.

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