«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Desossirobonucleicismi
dna.gif alessandra ha scritto a OneMoreBlog: “Il DNA si trova nel nucleo di tutte le cellule mature (la sola eccezione è per i globuli rossi circolanti nel sangue che non hanno un nucleo) ed è rappresentato da una lunghissima catena a doppia elica che risulta attorcigliata su se stessa formando una spirale (una specie di scala a chiocciola)”. Questa faccenda delle rivendicazioni genetiche, onestamente, non la capisco. Eppure l’espressione “avere nel dna” sembra essersi diffusa come un virus influenzale tra gli addetti stampa dei politici italiani, a cominciare da quelli, e sono tanti, che negli ultimi mesi hanno avuto qualcosa da dichiarare in merito all’embrione più strattonato ed ecografato d’Italia, quello del Partito Democratico.

Fassino, 27 marzo: “E’ nel dna del Pd essere un grande partito del lavoro”.
Turco, 20 aprile: “Il Pd è socialista perché questo è nel suo dna”.
Fioroni, 21 aprile: “La laicità è nel dna dei cattolici popolari e democratici”.
Filippeschi, 24 aprile: “Il Pd ha nel suo dna la lotta contro la frammentazione dei partiti”.
Pollastrini, 13 maggio: “Il Pd dovrà avere nel suo dna il valore della laicità”.
Epifani, 27 marzo: “Sta nel dna del riformismo rappresentare e tutelare il mondo del lavoro”.
Ma l’infelice espressione, che rimanda a una sorta di condanna genetica più che a una passione del sangue, a una convinzione del pensiero o a una disposizione dell’anima, sembra spopolare a 360 gradi, una vera e propria epidemia del linguaggio.
Mastella, 2 maggio: “Da sempre siamo impegnati nella promozione di politiche per le famiglie. Si tratta di valori che rappresentano il dna del nostro partito”.
Padre Sorge, 27 aprile: “Per i cattolici è questione di vita o di morte perché certi valori fanno parte del loro dna”.
Speroni, 26 aprile: “Non siamo nati geneticamente legati a questo o quest’altro, siamo liberi di cambiare le alleanze proprio perché nel nostro dna non c’è un’alleanza di qua o di la”.
Falcer, 15 aprile: “L’Udc è un grande partito di centro, ha nel suo dna la storia della Democrazia Cristiana”.
Casini, 15 aprile: “Nel nostro dna non c’è l’antiamericanismo”.
Berlusconi, 25 marzo: “E’ nel dna della sinistra la voglia di eliminare l’avversario politico non con gli strumenti della democrazia ma per via giudiziaria”.
Menomale che qualcuno usa questa locuzione al di fuori di un luogo serio come dovrebbe essere quello dell’arena politica nazionale. Fa sorridere Montezemolo (5 aprile) che afferma come “La 500 è nel dna del Marchio Fiat” e Ancelotti (16 aprile) che rivendica come “L’obiettivo del Milan è sempre vincere la Champions, fa parte del dna di questa società”. O qualcun altro che al contrario restituisce peso alle parole, come il buon Amato che, con un’impostazione difensiva condivisibilie, ci ricorda come “La mafia non è una malattia genetica. Sono siciliano e se c’è una cosa che trovo intollerabile è che si pensi che ho nel dna dei geni mafiosi” (28 aprile).
Sarà che il test del dna è sempre associato ad attività investigative che presuppongono un qualche reato, che sia il mancato riconscimento di un figlio naturale o l’individuazione di un assassino, trovo quest’espressione davvero sgradevole e inviterei i politici italiani a liberarsene al più presto ppossibile, tornando magari a riferirsi alla memoria, alle radici, all’anima e al cuore che più umani e più rassicuranti appaiono, almeno ai miei occhi (castani, ma non so e non mi interessa sapere per via di quale cromosoma).
Nel frattempo, con un tempismo quasi ironico rispetto alla fissazione per il dna espressa dai nostri politici, il leader libico Gheddafi ha proposto al Governo di analizzare il dna di tutti gli italiani per poter conoscere quali e quanti siano i figli dei libici esiliati. Gli è stato risposto che l’operazione sarebbe un po’ troppo complessa e che anche la risposta del test del dna rimarrebbe, per una certa percentuale probabilistica. Ah, bé.
Concludo con l’unica agenzia di stampa, del 26 febbraio scorso, davvero degna di nota in questa mia ricerca sulla parola “dna”, che restitusce qualche speranza all’uomo, e un suggerimento all’homo politicus: si parla di un libro da poco uscito per Laterza “In carne ed ossa: dna, cibo e culture dell’uomo preistorico”. Gianfranco Biondi, antropologo dell’università dell’Aquila e coautore del primo capitolo spiega: “L’idea di un’unica linea evolutiva dalle scimmie antropomorfe all’uomo come la conosciamo oggi è sbagliata. Oggi sappiamo che le specie non si sono succedute le une alle altre ma che alle nostre spalle c’è un vero e proprio cespuglio evolutivo in cui le specie diverse hanno convissuto fianco a fianco”. I nuovi studi – prosegue l’agenzia – suggeriscono anche un motivo per cui solo la nostra specie è riuscita a sopravvivere: “La base di tutto potrebbe essere la comunicazione – spiega Fabio Martini, docente di Paleontologia all’università di Firenze – il Sapiens è stato l’unico a perfezionare un linguaggio grafico comune sotto forma di graffiti, che a noi sembrano artistici ma in realtà avevano scopi didattici precisi. Persino gli ornamenti, introdotti sempre nella nostra specie, in realtà erano un modo per introdurre messaggi tramite il corpo. Questa abilità nella comunicazione potrebbe essere stata la chiave vincente”. Con buona pace degli acidi desossiribonucleici.
16.05.07 23:11 - sezione politiche
il 16 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

è un'espressione che c'è in Cseslaw Milosz, "La Mia Europa", 1959 Parigi. un libro che gronda dolore. Milosz spiega del proprio "DNA di sinistra", e al contempo grida che si tolga questa cosa del Dna dai dibattiti pubblici (o almeno, lo sento gridare io così).
Carolina

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

questo è uno dei migliori interventi letti su omb...

è noto da tempo che il dna umano è identico ovunque, in ogni etnia.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
restodelmondo ha scritto:

Post delizioso. :D

Rotafixa (faccio la precisina ;-) anche se non sono un'esperta in materia): A dire il vero, alcune malattie sono più diffuse in alcuni ceppi etnici che in altri: il che farebbe pensare a una predisposizione genetica come un possibile fattore. Anche se poi i ceppi genetici davvero isolati sono pochissimi - che poi è il motivo per cui i genetisti amano i sardi e gli islandesi...

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

In fatto di scienza non si perde l'occasione di scrivere inesattezze.

Non esiste una razza (etnia) pura perché per essere pura, dovrebbe prevedere che tutti i suoi membri siano omozigoti, cioè con geni identici.
Nella realtà gli individui sono ibridi perché i genitori appartengono a differenti varietà della stessa specie.
La razza è un gruppo di popolazione la cui completa informazione genetica è diversa da quello di altri gruppi. E questo è un dato scientifico: noi europei abbiamo un patrimonio genetico differenti dal patrimonio genetico degli orientali, diversamente avremmo tutti gli occhi a mandorla. O viceversa.

Attualmento il genere umano è diviso in 5 razze: questa suddivisione deriva dagli studi che partono da Linneo fino ad arrivare agli odierni genetisti cha hanno ormai da tempo rilevato le differenze contenute nell'mtDNA (DNA mitocondriale) in tutto il genere umano
Dire che il DNA è uguale in tutte le razze è alquanto naif.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

cosa mi tocca leggere!
pure le mostruosita' della esistenza delle razze!
e che gli omosessuali sono malati? che le streghe fanno incantesimi? che il sole gira attorno alla terra?


allora, per chi crede ancora in queste stupidaggini oscene una lettura obbligatoria:

Geni, popoli e lingue / Luigi Luca Cavalli Sforza
Milano : Adelphi, 1996
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Luca_Cavalli-Sforza

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Che gli orientali abbiano gli occhi a mandorla e un'altissima percentuale della loro popolazione sia congenitamente carente di alcool-deidrogenasi, non l'ho scoperto io.
Capisco che è difficile accettare le scoperte scientifiche, è accaduto parecchie volte nella storia, ma queste sono caratteristiche dettate dal patrimonio genetico, e le caratteristiche del patrimonio genetico servono agli studiosi per catalogare il genere umano.
Che poi tutti gli uomini sono figli di Dio (di Confucio, Elohim, Allah, Budda e chi più ne ha più ne metta), va bene. Ne prendo atto.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

"gli orientali abbiano gli occhi a mandorla"

mi si scusi ma questa e' una affermazione ascientifica. conosco un sacco di persone con gli occhi a mandorla che non sono orientali e un sacco di orientali (non operati) che non li hanno.

poi questa degli occhi e' una mania occidentale, in oriente la principale caratteristica che notano e' il nasone enorme che hanno gli occidentali. ma anche questo non e' scientifico senno' brigitte bardot sarebbe giapponese...

cosi' come il famoso "culetto blu" (o 'culetto mongolo') dei neonati non e' una esclusiva orientale (se ne trovano anche in friuli). idem per la struttura del capello (la cui sezione e' tendenzialmente circolare o ellittica).

ribadisco, per spazzare via la spazzatura razzista niente di meglio di un buon libro.

"Che poi tutti gli uomini sono figli di Dio (di Confucio, Elohim, Allah, Budda e chi più ne ha più ne metta), va bene. Ne prendo atto"

col cazzo! (a parte che Confucio e il Buddha non sono mai stati considerati degli dei).
il monoteismo, quello si', e' una convinzione valida solo localmente. Io non sono figlio di dio, semmai sono suo zio.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

non ci posso credere..... stiamo ancora messi così....

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

ci sono il genoma e il fenoma però.. e fanno entrambi parte degli studi.. es. gli occhi a mandorla sono fenoma, ovvero frutto di adattamento all'ambiente. pare infatti che siano dovuti a una particolare situazione climatica (vento che sollevando sabbia te li può scassare gli occhi). ma comunque, anche se c'avessero dei "problemi" genetici, io non capisco che cosa me ne dovrebbe importare!!! altrimenti che cosa fai, se una persona c'ha la thalassemia o una particolare predisposizione al cancro la ammazzi?? ma non so io... ma basta.. questa è tutta cultura (o incultura) spacciata inopinatamente per natura.
Carolina

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

"ci sono il genoma e il fenoma però..."

eggia' carolina, e sono due cose ben diverse:
i bantu dell'africa, ad esempio, hanno rapporti genetici molto stretti con gli svedesi piu' che con i 'boscimani' del kalahari. eppure a vista ci sembrano tutti "negri"...

ma il bello delle razze e' che ogni volta che cerchi di individuare delle caratteristiche di una, ti ritrovi che o non ci puoi mettere dentro quasi nessuno o includono praticamente tutto il mondo.

comunque cavalli sforza ha fatto un bel lavoro divulgativo, prendendo come esempio un gene che dovrebbe essere 'tipicamente' indoeuropeo, che vale la pena di leggere.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

e mi permetto di suggerire, oltre al testo divulgativo giustamente indicato da tonii, una cosa un po' più corposa, e che al momento rappresenta lo stato dell'arte in materia, di luca luigi cavalli sforza, paolo menozzi, alberto piazza: "storia e geografia dei geni umani", nella biblioteca scientifica adelphi.


impegnativo (anche nell'acquisto), ma non può mancare nelle case degli umani interessati al proprio genere.

la lettura per l'estate.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

w Tonii e Cavalli Sforza. quoto in pieno.
Carolina

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

ps

per chi non ha proprio voglia di sfregarsi il cervello lungo vie impervie, ci si può decentemente rivolgere anche a desmond morris, ottimo divulgatore di antropologia.
"la scimmia nuda" ad esempio

(anche sei io preferisco "l'animale donna", eheheheh)

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

La storia della vita sulla terra è tutta genetica, ma la sua matrice originaria sfugge, incurante, alle occhiute ricerche dei razzolanti razzismi. E’ evidente che Alessandra non voleva aprire la bottiglietta pandorianina del matriciale genetico terrestre, né, appunto, proporre una sinfonia di commenti pangenetici. E’ vero piuttosto che apre la seria questione del linguaggio politico e della sua aderenza alla realtà. Se il linguaggio politico si esprime attraverso ripetizioni di modi di esprimersi dietro i quali c’è il nulla, soprattutto oggi che è l’era della comunicazione questo linguaggio mostra tutta la sua pochezza. C’è solo da sperare che la pochezza del linguaggio non esprima esattamente il pensiero che lo muove.
Brava Alessandra che mostra di saper osservare in modo altro le cose di tutti i giorni.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

alberto ha ragione a riportare la discussione sull'impostazione di alessandra (che anch'io, nuovamente, applaudo).

la sua sbertucciante descrizione di una povertà lessicale nella comunicazione di messagi politici è davvero un buon inizio, e mi scuso per aver contribuito a far dirazzare il 3d.

però devo dire che un neologismo politico di stampo sloganistico, recentemente, mi piace parecchio: "deriva centrista". lo trovo perfetto nella sua ironia, anche se è legato a concetti miserelli.

il 17 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

:-) il problema de concetti miserelli è che sono pur sempre sentiti da qualcuno: per esempio, "mi avete massacrato le palle" è un concetto alquanto misero, eppure se una persona lo percepisce, lo percepisce in modo vivido e assai difficile da sindacare.
Carol

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